Da un piccolo appartamento….
La storia di Casa Novella inizia in un piccolo appartamento di Castel Bolognese, dove Novella e Giuliano Scardovi hanno cominciato a ospitare e accogliere le persone che per diversi motivi hanno bussato alla loro porta.
Il bisogno era grande, le mura erano piccole.
Da qui il desiderio di una casa grande, perché a tanti potesse essere restituita la dignità e l’affetto di una famiglia. Un desiderio condiviso, sostenuto e custodito da tanti amici, dall’amministrazione comunale, dalla Chiesa, perché Novella a tutti chiedeva, a tutti comunicava il desiderio che la animava.
E così l’impossibile, si realizza. Il 19 marzo 1994, festa di San Giuseppe custode della famiglia, è posata la prima pietra e due anni dopo, il 17 marzo del 1996 viene inaugurata la Casa d’Accoglienza San Giuseppe e Santa Rita (la Santa delle cose più difficili cui Novella aveva consegnato il suo desiderio).
L’8 maggio dello stesso anno, di ritorno da una visita caritativa a due anziani, Novella perde la vita in un incidente stradale.
La morte di Novella, che ha drammaticamente colpito la vita della sua famiglia e della Casa d’accoglienza, apre nel cuore di tutti gli amici, del popolo da lei tanto amato, una domanda grande.
Quale futuro può esserci ora che lei non è più qui?
Novella ne era certa, “questa Casa non è mia, è un Altro che la voluta ….”
Affidati a questa certezza, Giuliano e gli amici più cari sono ripartiti e così, grazie ai volontari dell’Associazione San Giuseppe e Santa Rita, voluta da Novella e Giuliano proprio per sostenere la loro famiglia nell’accoglienza e assistenza di ragazze madri, bambini o altre persone situazione di bisogno, la vita della Casa è andata avanti e com’era nata questa realtà, altre ne sono seguite, accogliendo i bisogni che di volta in volta si sono presentati e cercando umilmente di sostenere le persone nelle loro difficoltà.
Prima fra tutte il “Fienile” per l’accoglienza pomeridiana e l’aiuto ai bambini del territorio, poi i laboratori di Casa Novella a Lugo per offrire ospitalità a giovani e adulti con disabilità e difficoltà ad inserirsi nel mondo del lavoro e realizzare attività educativo-ricreative.
In collaborazione con le scuole del territorio viene aperto a Castel Bolognese “Il Battello” un luogo di incontro e di aiuto allo studio per ragazzi frequentanti le scuole medie e le prime classi delle scuole superiori del territorio, a rischio di emarginazione e di abbandono scolastico, poi La Maccolina dove sono accolte persone con una grave disabilità psichiatrica e disturbi dello spettro autistico. Nel 2010 è inaugurata a Castel Bolognese la Casa La Pietra dedicata all’ospitalità residenziale di madri con disagio psico-sociale e i loro figli. E poi ancora il centro per minori a Faenza nei locali del convento di San Francesco, gli interventi domiciliari, le attività “in strada” e con i ragazzi “ritirati” e i laboratori per bambini con sindrome dello spettro autistico.
Questa storia non si ferma qui perché è storia di persone, incontrate e accolte nel loro bisogno, prima da Novella e Giuliano e poi nel tempo, da chi con dedizione e senso di responsabilità ne ha raccolto l’insegnamento.
Solo per rispondere al bisogno si sono pensate forme e luoghi, dove poter vivere una familiarità fra le persone, così come Novella aveva desiderato.
In questo modo sono nate le diverse Case di accoglienza, i centri per minori e per disabili e tutte le attività che oggi caratterizzano Casa Novella.
Per servire al meglio la tutto questo Casa Novella si è strutturata dando vita a:
“Ciò che mi sorprende quando guardo i nostri ragazzi o quando ci si ferma a pranzo con gli adulti che lavorano nei nostri laboratori, è vedere che da estranei si diventa familiari, l’affezione che nasce va ben oltre il legame di parentela: questa credo sia la bellezza della storia dell’accoglienza.
La motivazione di Novella, di Giuliano e di tutta la loro famiglia oggi è diventata mia e di tanti altri amici. Abbiamo questo desiderio… poter affermare la bellezza e la dignità di ogni uomo, perché il gesto più umano che possiamo fare è accogliere la persona e poter comunicare il gusto per la vita e per la realtà tutta.
Adele Tellarini

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